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I repubblicani attendono candidati migliori

08/06/2011

Fanno più notizia quelli non annunciati. Parliamo dei candidati repubblicani alle presidenziali 2012, un gruppo descritto fin qui come deludente dagli osservatori della politica GOP. Non a caso, i media sembrano prestare quasi più attenzione a quelli che ancora non hanno dichiarato le proprie intenzioni che a coloro già ufficialmente in gara, i vari Mitt Romney, Tim Pawlenty, Newt Gingrich, Rick Santorum e via dicendo.

Sempre sotto la luce dei riflettori Sarah Palin, che, dopo il viaggio di famiglia/pubblicitario per la costa est degli Stati Uniti la scorsa settimana (completo di gaffe storiche), si trova ora invischiata in una battaglia a distanza con Michele Bachmann. Bachmann, onorevole dal Minnesota, è, come Palin, tra i potenziali, ma non ancora in corsa ufficialmente, pretendenti alla nomination repubblicana. Nonostante le due abbiano fin qui professato simpatia e amicizia reciproca, sono in realtà rivali naturali, visto che occupano lo stesso spazio politico all’interno del partito (belle donne di successo, ma che non parlano altro che delle rispettive famiglie numerose, dei valori cristiani ultra-conservatori e via dicendo). Questa settimana Ed Rollins, consulente di Bachmann, ha attaccato le credenziali di Palin, dichiarando che le è sempre stato regalato tutto, a partire dalla candidatura per la vice-presidenza nel 2008, e che tra le due, gli elettori sceglieranno senz’altro la bella che ha anche cervello, ovvero Bachmann.

Nel frattempo, Bill Kristol sul Weekly Standard giura che fonti attendibili gli hanno rivelato che l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani ha intenzione di candidarsi anche lui.

E il Wall Street Journal specula sulla possibilità che il governatore repubblicano del Texas (vi ricorda qualcosa?) Rick Perry abbia cambiato idea e, dopo aver a lungo negato ambizioni presidenziali, stia ora valutando realmente una possibile campagna elettorale per la Casa Bianca.

Sono segni questi della generale mancanza di entusiasmo, in casa GOP, suscitata dai candidati in corsa.

Martedì Tim Pawlenty, ex-governatore del Minnesota e considerato la faccia pulita, ma noiosa, del partito, ha parlato alla University of Chicago presentando i contorni di quello che dovrebbe diventare il suo piano economico.

Al di là degli attacchi a Obama, le recensioni del discorso di Pawlenty non sono state molto positive. Da bravo repubblicano, ha promesso di tagliare le tasse e di ridurre la spesa pubblica, ma le previsioni economiche su cui si basa il suo programma sono centrate su una crescita economica del 5% annuo su dieci anni, un risultato che sembra decisamente fuori della portata degli Stati Uniti per ora.

In casa democratica intanto ci si diverte fin troppo. L’ultimo sviluppo del Weinergate, di oggi, è che la moglie Huma Abedin sarebbe incinta del primo figlio.

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