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Dopo l’uccisione di bin Laden, il terrorismo ritorna nelle aule di tribunale e al Congresso

23/05/2011

Settimana calda per la lotta al terrorismo internazionale, che, a partire dall’uccisione, il 1mo maggio scorso, di Osama bin Laden, leader di al Qaeda e sponsor principale degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, è tornata prepotentemente al centro della cronaca americana.

Si è aperto a Chicago lunedì il processo contro Tahawwur Rana, un consulente canadese di origini pakistane, accusato di aver fornito sostegno materiale agli attentatori degli attacchi terroristici del novembre 2008 contro Mumbai in India, che fecero oltre 160 vittime.

L’interesse nazionale per il processo di Rana ruota intorno alla testimonianza di David Coleman Headley, reo-confesso terrorista internazionale e spia pakistana, e amico di Rana da molti anni.

In preparazione agli attentati di Mumbai, Headley si adoperò per mesi, grazie anche a un visto indiano ottenuto per via di un incarico di lavoro assegnatogli da Rana, per identificare i luoghi da colpire. Dopo la propria cattura, Headley ha accusato Rana, che si dichiara innocente, di complicità negli attentati.

La chiave del processo sta nel coinvolgimento dei servizi segreti pakistani dell’Inter-Services Intelligence Directorate (ISI). Rana sostiene di essere stato ingannato, convinto a suo tempo a sostenere finanziariamente una missione di spionaggio condotta dall’ISI, non un atto di terrorismo internazionale.

Nella giornata di apertura del processo, David Coleman Headley, nella propria testimonianza, ha cominciato a discutere dei legami che corrono tra i servizi segreti di Islamabad e l’organizzazione pakistana Lashkar-i-Taiba, a cui apparteneva Headley e responsabile degli attacchi contro Mumbai.

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Il Congresso intanto potrebbe votare nei prossimi giorni su una proposta di estensione quadriennale delle clausole principali del Patriot Act, approvato dopo l’11 settembre e pensato per facilitare le operazioni di sorveglianza di sospetti terroristi da parte delle autorità americane. Il Patriot Act, la cui estensione ha l’appoggio della Casa Bianca e di un gruppo misto di senatori e deputati sia repubblicani sia democratici, ha causato, sin dall’inizio, molte polemiche, per via del fatto che, almeno secondo alcuni, viola i diritti civili dei cittadini americani.

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Infine la Camera si prepara a dibattere questa settimana una misura per il finanziamento del Dipartimento della Difesa che include anche una proposta secondo cui, visto che gli Stati Uniti sono in guerra con al Qaeda e i Talibani, è necessario che il Congresso conceda al Presidente Obama l’autorità di attaccare i membri di queste due organizzazioni ovunque si trovino nel mondo. Per gli esperti di diritti civili e umani, si tratta di un abominio, che trasformerebbe ufficialmente gli Stati Uniti nella polizia del mondo.

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