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Condizioni disumane nelle prigioni californiane

23/05/2011

In una decisione storica e controversa annunciata lunedì, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato un precedente ordine giudiziario che potrebbe obbligare lo stato della California a rilasciare fino a 40.000 dei propri carcerati. Una maggioranza, seppur risicata, di giudici della Corte si sono infatti trovati d’accordo sul fatto che le prigioni californiane sono così sovrappopolate da renderne le condizioni di vita “incompatibili con il concetto di dignità umana”.

Si calcola che da oltre un decennio ormai, i carceri californiani ospitano una popolazione doppia di quella per cui erano stati costruiti in origine (quasi 160.000 prigionieri per una capacità reale di 80.000 posti).

Il verdetto, determinato dalla scelta del giudice “swing” Anthony Kennedy, nativo della California, di schierarsi con i quattro voti tradizionalmente liberal della Corte, Ruth Bader Ginsburg, Stephen G. Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan, ha incontrato le resistenze dei giudici normalmente più conservatori, John G. Roberts, Samuel A. Alito, Antonin Scalia e Clarence Thomas, i quali, anche se per via di ragionamenti diversi, sono arrivati tutti alla conclusione che tale ingiunzione potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini della California.

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