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Recensioni della proposta di bilancio di Paul Ryan

06/04/2011

Il Presidente della Commissione Bilancio della Camera Paul Ryan, repubblicano del Wisconsin, ha presentato ieri una proposta di budget per il 2012 che tutti hanno definito aggressiva, coraggiosa e rischiosa. Il piano di Ryan prevede, per i prossimi dieci anni, tagli profondi alla spesa pubblica, una sostanziale privatizzazione dei programmi di assicurazione sanitaria pubblica per gli anziani e i poveri e una riduzione del carico fiscale.

Questa una serie di recensioni uscite oggi a proposito di una proposta che, senz’altro, diventerà la base della discussione sul debito pubblico fino alle presidenziali del 2012, almeno in casa repubblicana.

Jackie Calmes sul New York Times scrive che la proposta di Ryan “sposta i parametri conservatori del dibattito sulle priorità di bilancio della nazione più a destra di quanto non si sia visto dal momento in cui la struttura del moderno governo federale ha cominciato a emergere quasi otto decadi fa”.

Jackob Weisberg in Slate.com, definendo il piano di Ryan “genuinamente radicale”, scrive che l’Onorevole “ha fatto uno sforzo serio di affrontare i problemi fiscali di lungo periodo del paese. Ha messo assieme una serie di risposte sostanzialmente coerenti e praticabili. Se non vi piacciono [questo è l’invito di Weisberg ai democratici] bisogna che offriate una soluzione migliore”.

Paul Krugman sul New York Times, invece, è molto critico. Chiama Ryan un “ciarlatano” e definisce la sua proposta fiscale come un tentativo di attaccare la classe media, privandola della rete di sicurezza sociale, che, alla fine di conti, non risolverebbe per nulla i problemi fiscali degli Stati Uniti.

Critico anche Ezra Klein del Washington Post, il quale definisce “buffi” i calcoli sui cui si basa il piano presentato dall’Onorevole repubblicano. Di Klein questi due pezzi, uno in cui analizza direttamente la proposta di Ryan e un altr in cui guarda alla prima reazione del Congressional Budget Office.

Critica infine anche The New Republic. Jonathan Chait, in questo pezzo, fa luce sul fatto, per nulla pubblicizzato da Ryan durante la presentazione della propria proposta per il bilancio 2012, che il suo piano contiene, oltre a una serie di tagli alla spesa pubblica, anche un’enorme diminuzione del carico fiscale, strutturata in maniera assolutamente regressiva.

Interessato, ma dubbioso Joe Klein su Time, che definisce il piano di Ryan sia “un atto di coraggio politico”, sia “un atto di enorme amnesia pubblica”.

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