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Tim Kaine per il Senato. Buone notizie per Obama. Ma non solo.

05/04/2011

La Virginia si prepara a diventare terreno cruciale nelle elezioni generali del 2012. In particolare dato l’annuncio, arrivato ufficialmente oggi, della candidatura del democratico Tim Kaine, ex governatore di stato e oggi a capo del Democratic National Committee, al Senato.

Questo il video con cui Kaine ha inaugurato la propria campagna elettorale (da notare come non vengano citati né il lavoro per il DNC né i rapporti, stretti, con il Presidente Obama):

Kaine sfiderà il repubblicano George Allen, che fu anch’egli governatore prima di diventare senatore per un solo mandato. Allen fu sconfitto nel 2006 dal democratico Jim Webb, che ha deciso di non ricandidarsi l’anno prossimo.

La competizione elettorale per il Senato diventa così particolarmente interessante, dato che sia Kaine che Allen furono governatori molto amati e data la posizione decisiva di questo stato anche nell’elezione per la presidenza. Nel 2008, Obama riuscì a vincere in Virginia dopo quarant’anni di dominio repubblicano a livello della Casa Bianca. La presenza di Kaine sulla scheda elettorale potrebbe energizzare l’elettorato democratico e convincerlo a votare in grandi numeri, così come la presenza di Obama potrebbe favorire una vittoria di Kaine.

Insomma, buone notizie per il presidente. Ma non solo. Molta dell’ala progressista del Partito Democratico, che nel 2008 si mobilitò per Obama in maniera straordinaria, ha fin qui accolto con una certa freddezza l’annuncio della campagna per la rielezione del presidente. Su Salon.com, Joan Walsh dichiara di aver intenzione di votare per lui nel 2012, ma di non sentire né la voglia né il bisogno di mobilitarsi per un presidente così moderato fin da ora. E sempre su Salon.com, Michael Lind della New America Foundation paragona le politiche economiche di Obama a quelle, secondo lui pessime, di Dwight Eisenhower, e la sua politica estera a quella fallimentare di John Fitzgerald Kennedy (quando tutti si auguravano, sostiene Lind, che Obama facesse esattamente il contrario).

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