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Conto alla rovescia su bilancio e deficit: chiusura del governo federale?

05/04/2011

UPDATE II: Da Obama arriva la notizia che un vertice dell’ultimo minuto organizzato dalla Casa Bianca per trovare un accordo sul bilancio tra la leadership democratica e quella repubblicana non ha prodotto alcun risultato. Il Presidente ha anche dichiarato di non aver intenzione di passare l’ennesima misura temporanea di emergenza, proposta avanzata dai repubblicani questa mattina.

UPDATE: Presentata ufficialmente questa mattina la proposta repubblicana per il bilancio 2012, che contiene 5,8 trilioni di dollari in tagli alla spesa pubblica sui prossimi dieci anni.

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L’ennesima estensione del bilancio temporaneo che sta finanziando il governo americano dall’inizio dell’anno fiscale 2011 (ovvero da ottobre dell’anno scorso) è in scadenza l’8 aprile, venerdì. Entro oggi, martedì, il Congresso deve arrivare a una proposta di legge per l’approvazione del budget definitivo, se vuole garantire che tale proposta arrivi sulla scrivania di Obama entro venerdì, dopo essere stata approvata sia al Senato sia alla Camera, in modo da evitare il blocco completo delle attività del governo federale a partire da lunedì.

Il dibattito è incandescente non solo tra repubblicani e democratici (i primi vogliono includere nel budget enormi tagli alla spesa pubblica), ma anche tra le fila stesse del GOP. La leadership del partito, infatti, sembrerebbe ormai vicina a un compromesso con la Casa Bianca e i democratici al Congresso, per tagli da circa 30 miliardi di dollari (già notevoli). Ma l’ala conservatrice del partito, in particolare il gruppo di freshmen eletti a novembre grazie ai voti del movimento del Tea Party, continua a spingere per una riduzione della spesa pubblica ancor più ingente, nell’ordine di 60 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, e pare disposta a rischiare la chiusura del governo federale piuttosto che accettare un compromesso.

Si tratta di una posizione difficile per lo Speaker of the House John Boehner, che deve scegliere tra un compromesso proficuo (i 30 miliardi di tagli ormai accettati dai democratici rappresentavano, a inizio negoziati lo scorso autunno,esattamente la cifra richiesta dai repubblicani) e l’unità del proprio gruppo parlamentare. Per molti osservatori, e anche qualche sondaggio, una chiusura del governo federale costerebbe, a livello elettorale, più ai repubblicani che ai democratici.

Rimane ancora la possibilità che venga approvata un’altra estensione temporanea del bilancio, per il cui sostegno i repubblicani chiedono però tagli aggiuntivi per 12 miliardi di dollari e che il Dipartimento della Difesa venga esentato dalla riduzione della spesa pubblica per il resto dell’anno.

Intanto, si comincia a discutere anche del bilancio 2012. Paul Ryan, repubblicano del Wisconsin, presenta oggi una proposta di budget che contiene tagli alla spesa pubblica per 6,2 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni. Il bilancio di Ryan include anche una riforma del codice fiscale e, sostanzialmente, la privatizzazione dei programmi di assicurazione sanitaria pubblica per gli anziani e i poveri, ovvero Medicare e Medicaid. Si tratta, insomma, di una scommessa piuttosto azzardata, che però lancia Ryan al centro del dibattito nazionale sul debito pubblico e, probabilmente, determinerà il tono delle primarie repubblicane dell’anno prossimo.

Per finire, la lotta sempre più feroce sulla questione del debito pubblico si avvicina a un’altra tappa fondamentale. Entro inizio luglio, il Congresso dovrà approvare un aumento del cosidetto “debt ceiling” (oggi fermo a 14,3 trilioni di dollari), ovvero la capacità del governo federale di prendere in prestito nuove quantità di denaro per poter continuare a finanziare le attività governative e per rimanere solvente. Il Ministro del Tesoro Timothy Geithner lunedì ha intimato il Congresso a procedere con tale autorizzazione, dato il rischio implicito che gli Stati Uniti finiscano, altrimenti, per fare bancarotta. I repubblicani sono disposti a concedere questa possibilità al governo solo a patto che l’Amministrazione si impegni parallelamente a far approvare sostanziali tagli alla spesa pubblica (sui livelli contenuti nella proposta dell’Onorevole Ryan) nei prossimi dieci anni.

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