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CPAC: Seconda giornata di lavori

12/02/2011

Venerdì si è tenuta la seconda sessione di CPAC.

Sono intervenuti:

Mitt Romney, che è andato subito all’attacco del Presidente Obama criticandolo per la debolezza in politica estera e i tentennamenti sulle questioni economiche. Romney ha enfatizzato il proprio passato di businessman e l’esperienza nel settore privato, senza però mai citare la legge sulla riforma sanitaria, approvata in Massachusetts durante il suo mandato da governatore e sul cui modello è poi stata disegnata la legislazione nazionale voluta da Obama e approvata dal Congresso lo scorso anno. I conservatori americani detestano la legge e gli osservatori pensano che il punto debole di Romney nelle primarie di partito, in cui la destra conta, sarà proprio il suo passato sostegno per la riforma sanitaria in Massachusetts.

Il Senatore del South Dakota John Thune che ha ammesso la propria limitata notorietà sul palcoscenico nazionale, riconoscendo che potrebbe essere l’ostacolo principale a una propria eventuale candidatura alla presidenza e, per il resto, ha attaccato l’Amministrazione Obama sulla questione della spesa pubblica, insistendo che la retorica della Casa Bianca sulla necessità di nuovi investimenti non è altro che un altro modo di parlare di stimolo economico, ormai parola tabù tra i conservatori americani.

Tim Pawlenty, l’ex governatore del Minnesota, che ha paragonato Obama a Carter dichiarando che il presidente deve smetterla di “scusarsi a nome del nostro paese”. In un discorso aggressivo, Pawlenty ha poi discusso la questione fiscale, criticando i democratici perchè paiono non capire che il governo non può spendere più di quanto incassa.

Il governatore dell’Indiana Mitch Daniels, che, in un discorso denso di metafore, ha paragonato il debito pubblico americano all’Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda soprannominandolo “minaccia rossa”. Criticato in passato per aver proposto una “tregua” sulle questioni sociali al fine di concentrarsi sulla riduzione del deficit, Daniels, che non ha rivelato le proprie intenzioni quanto a una eventuale candidature nelle primarie del GOP per le presidenziali 2012, non si è scusato, ma ha semplicemente ignorato la questione non facendo mai riferimento a temi sociali molto sentiti dalla destra conservatrice, quale ad esempio l’aborto.

Stranamente assente da CPAC la rivoluzione egiziana e le dimissioni di Mubarak. Il solo a citare gli ultimi sviluppi in Egitto è stato Ron Paul.

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