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No di un giudice alla riforma sanitaria

13/12/2010

Prima sconfitta legale per la riforma sanitaria voluta dal Presidente Barack Obama e approvata dal Congresso a inizio anno.

Un giudice federale in Virginia, Henry E. Hudson, nominato dall’ex-presidente George W. Bush, ha determinato, lunedì, che uno dei nodi chiave della riforma, ovvero l’obbligo imposto su tutti i cittadini americani di procurarsi una qualche forma di copertura assicurativa, è incostituzionale e dunque non può essere implementato. Il cosiddetto “individual mandate” è un punto cardine della legislazione sulla sanità perchè, la garanzia che tutti gli americani contribuiscano al sistema sanitario privato permette alle compagnie di assicurazione di estendere la copertura anche ai cittadini più a rischio, oggi tagliati fuori dal sistema a meno che non siano in grado di pagare premi esorbitanti.

In Virginia, la causa contro il governo federale sulla costituzionalità della riforma era stata fatta dal Procuratore Generale Kenneth T. Cuccinelli II, un repubblicano. Ci sono decine di altri procedimenti simili. Fin qui, le altre due sentenze raggiunte avevano invece determinato che la legge è conforme alla Costituzione.

La sentenza in Virginia non avrà alcun effetto legale immediato sulla implementazione della legge, ma rende sempre più probabile che nel giro dei prossimi anni, se non mesi, la riforma sanitaria possa arrivare davanti alla Corte Suprema.

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