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Strategie elettorali per il 2012

16/11/2010

Si riuniscono in questi giorni i finanziatori e gli strateghi delle campagne elettorali sia repubblicane sia democratiche, per discutere dei risultati delle midterm 2010 e stabilire la direzione da prendere nel prossimo ciclo elettorale, quello delle presidenziali 2012.

Circa 150 finanziatori e consulenti democratici sono in riunione fino a mercoledì al Mandarin Oriental Hotel di Washington D.C. La Casa Bianca, forse spaventata dall’aggressività e dall’efficacia di una miriade di organizzazioni indipendenti conservatrici che hanno dominato la campagna televisiva in questo ciclo elettorale, ha dichiarato recentemente di non essere più opposta all’uso di simili risorse anche in casa dell’asinello. Altri democratici pensano, però, che il partito e i suoi candidati traerebbero invece maggiori vantaggi da investimenti effettuati nella creazione di strutture politiche e istituzioni intellettuali pensate per il lungo periodo. Tra gli esperimenti in discussione, il progetto di David Brock, presidente di Media Matters, di creare una super-pac democratica in vista delle presidenziali del 2012, ovvero un’organizzazione politica indipendente modellata sui tentativi fatti quest’anno dai repubblicani per approfittare della sentenza della Corte Suprema di gennaio (Citizens United vs. Federal Election Commission) che ha sostanzialmente liberalizzato i contributi politici dell’industria e delle grandi corporation.

In casa repubblicana, intanto, una serie di neo-eletti con l’appoggio di vari gruppi appartenenti al movimento del Tea Party sono stati invitati, lo scorso weekend, a un momento di riflessione elettorale e strategica a Baltimore. Il fine settimana era organizzato da FreedomWorks, un gruppo fondato da Richard Armey, con il fine di convincere la nuova ondata repubblicana a non farsi intrappolare nelle macchinazioni tipiche di Washington e, invece, di rimanere fedeli alla piattaforma politica sostenuta in campagna elettorale, centrata, in particolare, sull’abrogazione della riforma sanitaria del Presidente Obama. Naturalmente non deve sfuggire l’ironia del fatto che Armey, il quale oggi predica indipendenza da Washington a una nuova generazione di politici del GOP, ha alle spalle una lunghissima carriera a Washington, che, nel 1995, lo portò a essere il capo della maggioranza repubblicana alla Camera, allora il secondo in comando dietro Newt Gingrich, che era Speaker.

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