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Il mito dell’elettore indipendente

05/11/2010

Secondo un calcolo effettuato da David Redlawsk, professore di scienze politiche presso Rutgers University, sono cinque milioni gli elettori che hanno votato per Barack Obama nel 2008 e per un candidato repubblicano nel 2010, ovvero circa il 6% dell’elettorato.

A questo ammonta il mitico elettorato indipendente di “swing voters”, a cui politici e giornalisti amano riferirsi come a quel gruppo di americani che, votando un po’ a destra un po’ a sinistra, ma comunque sempre in maniera imprevedibile, decide il risultato di ogni elezione.

Il fatto che si tratti di una percentuale piuttosto limitata dell’elettorato aiuta a spiegare, invece, come è mai che, nonostante si sia fatto un gran parlare di un popolo americano stanco del clima iper-partitico di Washington e desideroso di più compromessi, siano emersi vincitori dalle urne, in realtà, i democratici progressisti e i repubblicani conservatori e siano stati sconfitti molti politici centristi.

In fin dei conti, oltre il 90% dell’elettorato americano sembra continuare a appartenere all’uno o all’altro partito. Anche coloro che non sono ufficialmente affiliati né ai democratici né ai repubblicani, ovvero coloro che sono registrati come indipendenti, tendono verso posizioni più conservatrici o più liberal, e non è facile fargli cambiare idea.

 

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