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La lettura del giorno: fino all’ultimo respiro…

29/10/2010

La sorte di due candidati democratici nelle midterm di quest’anno è appesa a un filo. E alle loro chances di successo è appeso, in parte, il futuro del Partito Democratico. Ce ne parlano, in due articoli, Slate e il Washington Post.

Nel quinto distretto congressuale della Virginia, un’area rurale dello stato a tendenze conservatrici, l’Onorevole democratico Tom Perriello, che fu eletto alla Camera due anni fa sull’onda del sucesso del Presidente Obama, si sta battendo in un testa a testa disperato per mantenere il proprio seggio, in una gara all’ultimo respiro con il candidato repubblicano Robert Hurt. Al contrario, però, della strategia elettorale scelta da molti democratici in difficoltà, ovvero di rinnegare l’affiliazione di partito, di pubblicizzare la propria opposizione all’agenda legislativa del Presidente Obama e di presentarsi sostanzialmente come indipendenti, Perriello ha deciso, nonostante la base di elettori conservatori del distretto in cui è candidato, di difendere il lavoro della Casa Bianca, vantandosi del proprio voto in favore della riforma sanitaria e dedicandosi senza sosta a parlare con i propri elettori cercando di spiegare perchè è importante che il Partito Democratico rimanga in maggioranza. Così facendo, Perriello si è conquistato il sostegno del Presidente Obama stesso, il quale apparirà, nella città di Charlottesville, in un raduno elettorale in suo onore, l’unica occasione in cui il presidente ha deciso di mobilitarsi per un candidato alla Camera.

Intanto in Wisconsin, l’amatissimo Senatore democratico Russ Feingold, eletto al proprio seggio diciotto anni fa e famoso per aver dedicato la propria carriera alla riforma del sistema di finanziamento delle campagne elettorali (in teoria, Feingold sperava di arrivare a un compromesso con i repubblicani che avrebbe ridotto la quantità di fondi sborsati dalle lobby e dalle corporation per sponsorizzare le candidature a loro preferite. In realtà, questo sforzo legislativo, che ha visto la partecipazione anche di John McCain, é stato sostanzialmente deragliato dalla decisione della Corte Suprema di gennaio nel caso Citizens United vs. Federal Election Commission, in cui si è deciso, invece, che il diritto di parola e di espressione delle corporation private va protetto alla stregua di quello degli individui), parrebbe incamminarsi verso una sconfitta certa, per mano, ironia della sorte, di Ron Johnson, un milionario che si è arricchito nell’industria della plastica e che si sta auto-finanziando la campagna elettorale.

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