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I democratici si spostano a destra e gli elettori li puniscono…

26/10/2010

…preferendo, in una gara a chi è più conservatore, votare direttamente per i candidati repubblicani.

Questa settimana, l’Onorevole Gene Taylor, democratico del Mississippi, ha dichiarato con un certo orgoglio di non aver votato per il Presidente Barack Obama nel 2008, bensì per il contendente repubblicano John McCain. Alla stessa maniera, Taylor ha anche annunciato di non voler sostenere una eventuale ri-candidatura di Nancy Pelosi alla leadership del Partito Democratico, deluso dalla scelta della Speaker di spostarsi troppo verso sinistra.

Intanto, poche ore prima che il Presidente Obama arrivasse in Rhode Island per una delle ultime fermate della sua campagna elettorale, Frank T. Caprio, candidato democratico per il posto di governatore di stato, ha dichiarato che, per quanto lo riguarda, Obama “può ficcarsi il proprio sostegno dove gli pare”, che tanto Caprio non ne ha bisogno, visto che si considera un tipo di democratico differente dal presidente.

Sono, questi, due episodi abbastanza marginali, però indicativi del fatto che i candidati moderati del Partito Democratico, spesso in corsa in distretti elettorali molto competitivi e tendenzialmente conservatori (strappati ai repubblicani nel 2006 e nel 2008 grazie alla grande ondata democratica che ha attraversato il paese in quei due cicli elettorali) stanno ora cercando di inseguire un elettorato che sembra intenzionato a spostarsi ancor più a destra.

Per farsi un’idea di questo trend, basta riflettere su quello che sta succedendo nelle elezioni per il Senato della Florida e dell’Alaska, dove la presenza simultanea sulla scheda elettorale di due candidati conservatori (Marco Rubio e Charlie Crist in Florida, Joe Miller e Lisa Murkowski in Alaska) anzichè dividere il voto repubblicano danneggiando coloro che lo corteggiano, sta peggiorando la posizione del terzo contendente, il candidato democratico (Kendrick Meek in Florida e Scott McAdams in Alaska).

Secondo un sondaggio del St. Petersburg Times/Miami Herald poll, in Florida Marco Rubio conduce con il 41% delle preferenze contro il 26% di Crist e solo il 20% di Meek.  Tra gli elettori registrati come democratici, nonostante Meek rimanga in vantaggio con il 42% dei voti, Crist comunque gliene sottrae ben il 36%.

La decisione dei democratici centristi di inseguire l’elettorato verso destra sembra però destinata a non pagare. Si prevede, infatti, che saranno proprio i cosiddetti Blue Dog Democrats (ovvero i democratici moderati) a soffrire il numero maggiore di sconfitte nelle midterm della settimana prossima.

 

 

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