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Tutti gli occhi puntati sul Senato

20/10/2010

Quali saranno le elezioni decisive nel turno elettorale del prossimo 2 novembre?

Secondo The Fix del Washington Post, queste sei competizioni per il Senato finiranno per determinare il risultato del voto, in particolare se si tratterà, come previsto, di una vittoria repubblicana. Se il GOP vuole sperare di riprendersi non solo la maggioranza alla Camera, ma addirittura quella al Senato, deve assolutamente riuscire a conquistare alcuni di questi seggi, che sono oggi tutti in mano democratica, ma che, se si guarda ai sondaggi e al danaro investito dalle campagne elettorali dei due partiti, sono decisamente in gioco quest’anno.

  • Colorado, dove si scontrano il Senatore democratico in carica Michael Bennet e il rivale repubblicano Ken Buck, sostenuto dal movimento del Tea Party. I democratici stanno cercando di ritrarre Buck come troppo estremo per la politica moderata dello stato (Buck ha fatto dichiarazioni piuttosto controverse su questioni quali l’aborto e l’omosessualità). Il GOP, intanto, cerca di convincere gli elettori che Bennet non è altro che un fedele sostenitore delle politiche pseudo-socialiste del Presidente Obama.
  • Illinois, dove la gara tra l’Onorevole repubblicano Mark Kirk e il candidato democratico Alexi Giannoulias (in palio il seggio al Senato che fu di Barack Obama) è considerata tra le più feroci e velenose dell’anno. Entrambi i candidati sono personaggi meno che ideali, Kirk avendo mentito sul proprio passato nell’esercito e Giannoulias avendo lavorato per la banca di famiglia, la quale non solo avrebbe fatto prestiti ai boss della mafia di Chicago, ma che è stata persino nazionalizzata all’inizio dell’anno per via della gravità dei debiti accumulati.
  • Nevada, dove Sharron Angle, la candidata del Tea Party dalle posizioni forse più estreme di questo anno elettorale, ha una possibilità reale di conquistare il seggio di Harry Reid, senatore democratico in carica e capo della maggioranza democratica al Senato.
  • Pennsylvania, dove il democratico Joe Sestak e il repubblicano Pat Toomey si battono per conquistare il seggio che è oggi del Senatore Arlen Specter, che fu prima repubblicano e poi decise di passare alle file del Partito Democratico l’anno passato, finendo poi per perdere le primarie di partito da Joe Sestak. Toomey pare, fin qui, in vantaggio, anche se si è registrata una rimonta da parte di Sestak nelle ultime settimane.
  • Stato di Washington, dove la Senatrice in carica Patty Murray, democratica, parrebbe essere in leggerissimo vantaggio sul contendente repubblicano Dino Rossi. La gara, in sostanza, è da considerarsi completamente aperta.
  • West Virginia, dove il miliardario John Raese, candidato del GOP, potrebbe riuscire a battere, per il seggio in palio al Senato, l’amatissimo Governatore Joe Manchin, che, pur essendo tra i democratici più conservatori del paese, sta soffrendo a causa dei bassi tassi di approvazione del presidente Obama in West Virginia.

Salon.com guarda alle competizioni elettorali per il Senato, alcune sono le stesse già citate qui sopra, da un’altra prospettiva, ovvero chiedendosi: quali sono le elezioni in cui l’estremismo dei candidati del Tea Party emersi vincitori dalle primarie del GOP potrebbe costare al Partito Repubblicano seggi che altrimenti avrebbero potuto facilmente essere vinti? In ordine ascendente:

  • Kentucky, dove il candidato democratico Jack Conway è ancora in corsa solo perchè la scelta repubblicana di Rand Paul ha incontrato le resistenze degli elettori indipendenti e moderati. Il seggio è in mano al repubblicano Jim Bunning, che ha deciso di andare in pensione. Se Conway dovesse riuscire a imporsi (Paul è ancora in leggero vantaggio) si tratterebbe dunque di un miglioramento netto per i democratici e, probabilmente, della fine dei sogni di maggioranza al Senato dei repubblicani.
  • Alaska, dove il candidato repubblicano Joe Miller è in crescente difficoltà, per una serie di rivelazioni su alcuni comportamenti eticamente scorretti emersi dal suo passato, e per il fatto che si trova a concorrere in una gara a tre, dopo che la Senatrice repubblicana in carica Lisa Murkowski, sconfitta da Miller nelle primarie di partito, ha deciso comunque di candidarsi alle elezioni generali da indipendente.
  • Colorado, dove il candidato repubblicano Ken Buck, che inizialmente pareva essere, tra i candidati sostenuti dal Tea Party, uno dei più presentabili, deve difendersi oggi dopo aver paragonato, di recente, l’omosessualità all’alcolismo e dopo altre affermazioni estreme sulla questione del diritto all’aborto.
  • Nevada, dove gli elettori non vedono l’ora di liberarsi del detestato Senatore democratico in carica Harry Reid, ma dove la presenza di Sharron Angle, candidata repubblicana amatissima dal Tea Party, e delle sue posizioni spesso imbarazzanti potrebbe consentire a Reid di conquistare l’ennesima rielezione.
  • Delaware, dove la vittoria di Christine O’Donnell contro il rispettato Mike Castle nelle primarie del GOP ha sostanzialmente regalato a Chris Coons e ai democratici una vittoria altrimenti impensabile.
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