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Il meglio del Tea Party

20/10/2010

Qui sotto, in sequenza due clip televisive che raccontano alcune delle migliori gaffe dei candidati del Tea Party in questi ultimi giorni.

– Accusata di razzismo per aver prodotto uno spot elettorale che reclamizza le sue proposte politiche anti-immigrazione (lo spot in questione si concentra sugli immigrati che arrivano dal Messico, ritraendo una serie di persone di origini ispaniche dall’aspetto dubbioso e pericoloso, accompagnate ripetutamente dallo slogan “clandestini”), Sharron Angle, candidata repubblicana al Senato dal Nevada, ha deciso di difendersi presentandosi in una scuola pubblica frequentata quasi esclusivamente da ragazzi di origine ispaniche. Per convincere il proprio pubblico di non essere razzista, Angle ha dichiarato di non sapere distinguere una etnia dall’altra e di essere preoccupata del confine nord degli Stati Uniti, quello con il Canada, tanto quanto del confine sud. “Io non so se siate poi tutti messicani,” ha detto Angle a una classe di ragazzi tutti messicani, “qualcuno di voi mi sembra più che altro asiatico.”

– Impegnata nel secondo dibattito elettorale contro il rivale democratico Chris Coons, Christine O’Donnell, candidata repubblicana al Senato dal Delaware, è apparsa completamente ignorante del Bill of Rights della Costituzione americana, mostrando di non ricordarsi non solo il contenuto del quattordicesimo e sedicesimo emendamento (rispettivamente sul diritto alla cittadinanza di chiunque sia nato sul suolo statunitense e sul potere del governo centrale di imporre una tassa federale sul redditto), ma nemmeno il suo fondamentale e famosissimo primo emendamento. Quando, durante una discussione sul diritto o meno delle scuole pubbliche di scegliere se insegnare la teoria dell’evoluzione o il creazionismo, Coons accenna al principio della separazione tra stato e chiesa, O’Donnell si chiede meravigliata dove vada trovato questo principio. Almeno in apparenza, O’Donnell si mostra genuinamente sorpresa di scoprire che il primo emendamento recita, fra le altre cose, “Congress shall make no law respecting an establishment of religion”. Il pubblico presente al dibattito, ospitato dalla University of Delaware Law School, e dunque composto sopratutto di studenti di giurisprudenza, scoppia in una fragorosa e incredula risata quando O’Donnell insiste nel chiedere conferma del contenuto del primo emendamento.

 

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