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Tea Party alla conquista del GOP

13/09/2010

Importante martedì elettorale domani, in particolare per il Partito Repubblicano, che in tre elezioni primarie in Delaware, New Hampshire e New York dovrà ancora una volta confrontarsi con l’emergere del movimento conservatore del Tea Party. L’ala più estrema del partito potrebbe infatti, attraverso una serie di candidati che parevano improbabili all’inizio, ma che sono oggi sorprendentementi vicini alla vittoria, prendere sempre più il controllo del GOP, con conseguenze preoccupanti per la leadership tradizionale del partito e per il paese tutto.

Nelle primarie per il Senato in New Hampshire e Delaware, Ovide LaMontagne e Christine O’Donnell rispettivamente hanno ricevuto di recente il sostegno ufficiale di personaggi della destra conservatrice del calibro di Sarah Palin e Jim DeMint, Senatore ultra-conservatore del South Carolina. L’apparato tradizionale del GOP preferirebbe assistere all’elezione dei candidati tradizionali Kelly Ayotte in New Hampshire e Mike Castle in Delaware.

In Delaware, i sondaggi pre-elettorali danno i due avversari, O’Donnell e Castle, sostanzialmente in parità.

In New Hampshire, LaMontagne rimane indietro di 7 punti percentuali rispetto a Kelly Ayotte, ma si tratta questo di un risultato miracoloso, segno di una crescita inarrestabile, considerato che, fino a luglio, Ayotte conduceva con ben 39 punti percentuali.

Infine, nelle primarie repubblicane per il posto di governatore dello Stato di New York, quello che doveva essere un facile trionfo per Rick Lazio, candidato favorito dell’establishment di partito, si sta trasformando in un vero e proprio incubo, con l’avversario Carl Palatino, un imprenditore nuovo alla politica e estremamente controverso (ha ammesso di aver scritto e girato e-mail dai contenuti esplicitamente razzisti e pornografici), che sta recuperando velocemente nei sondaggi (i due sarebbero sostanzialmente pari con il 43 e il 42 percento delle preferenze rispettivamente). Il risultato di questa particolare elezione primaria non dovrebbe avere alcuna conseguenza reale sulla politica dello stato, visto che si prevede che il candidato democratico al posto di governatore Andrew Cuomo vincerà  facilmente contro l’uno o l’altro candidato repubblicano. Una vittoria a sorpresa di Palatino potrebbe avere però un impatto importante sull’identità futura del GOP, sia nello Stato di New York che a livello nazionale, GOP sempre più ostaggio dell’insurrezione conservatrice lanciata dagli attivisti del Tea Party.


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