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Obama contro Boehner

12/09/2010

Cresce la tensione, in vista delle elezioni di novembre, fra democratici e repubblicani e, in particolare, tra il Presidente Barack Obama e colui che sta emergendo con grande forza come il leader assoluto del GOP al Congresso, ovvero John A. Boehner, deputato dell’Ohio e capo della minoranza repubblicana alla Camera.

Se i repubblicani dovessero, a novembre, riconquistare la maggioranza alla Camera, Boehner sarebbe in pole-position nella corsa verso la presidenza, oggi occupata dalla democratica Nancy Pelosi. Di recente, Boehner si è lanciato in una vera e propria campagna elettorale per la Presidenza della Camera, presentandosi con sempre maggior autorità come il leader massimo del proprio partito e come il più instancabile critico di Obama.

Naturalmente, i democratici, che ci hanno messo un po’ a prendere le misure, stanno ora andando al contrattacco.

Il Democratic Congressional Campaign Committee-DCCC lancia questa settimana uno spot televisivo che attacca Boehner come un politico che si occupa solamente del benessere dei ricchi e non delle preoccupazioni della classe media (qui sotto il video):

Lo stesso Presidente Obama, il quale è apparso più deciso e convincente negli ultimi giorni di quanto non sia stato negli ultimi mesi, ha deciso di attaccare Boehner in più di una occasione, in particolare durante un viaggio a Cleveland, in Ohio, la settimana scorsa, in cui ha parlato dell’economia in crisi e dei piani che il governo vorrebbe implementare per incoraggiare una ripresa, piani che, secondo Obama, sono regolarmente boicottati dai repubblicani di Boehner.

Ora, a scaldare ulteriormente gli animi, arriva un pezzo del New York Times, che indaga sui rapporti che Boehner intrattiene da sempre con alcune delle più influenti lobby americane, inclusi naturalmente gruppi che si occupano di difendere gli interessi dell’industria del petrolio e persino del tabacco. Secondo il Times, queste lobby “hanno donato centinaia di migliaia di dollari alle sue [di Boehner] campagne elettorali, lo hanno fatto accomodare sui propri jet privati, si sono intrattenuti con lui sui campi da golf e in feste di lusso…”

A questo link la grafica del New York Times che illustra quello che il quotidiano chiama il “Gabinetto di K Street di Boehner”, ovvero l’insieme dei suoi collaboratori e ex-collaboratori che sono legati al mondo delle lobby (con K Street ci si riferisce, in America, alle grandi lobby politiche, che guarda caso, hanno quasi tutte sede su K Street a Washington D.C.)

Naturalmente l’ufficio di Boehner ha respinto l’accusa portata dal New York Times che il deputato repubblicano sia vittima delle influenze delle lobby, sostenendo invece che le sue idee politiche sono le stesse da sempre, da molto prima che Boehner diventasse personaggio illustre a Washington.

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